Orizzonti perduti

Discografia

La stagione dell'amore
Tramonto occidentale
Zone depresse
Un'altra vita
Mal d'Africa
La musica è stanca
Gente in progresso
Campane tibetane

EMI Records, 1983



Testi:

La stagione dell'amore


La stagione dell'amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va,
all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.
La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.

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Tramonto occidentale


Tornerà la moda dei vichinghi,
torneremo a vivere come dei barbari.
Friedrich Nietzsche era vegetariano,
scrisse molte lettere a Wagner
ed io mi sento un po' un cannibale e non scrivo mai a nessuno,
non ho voglia né di leggere o studiare,
solo passeggiare sempre avanti e indietro lungo il Corso o in Galleria,
e il piacere di una sigaretta per il gusto del tabacco, non mi fa male.
Tornerà la moda sedentaria dei viaggi immaginari e delle masturbazioni;
I'analista sa che la famiglia è in crisi, da più generazioni,
per mancanza di padri,
ed io che sono un solitario non riesco; per avere disciplina ci vuole troppa volontà.
Mi piace osservare i miei concittadini specie nei giorni di festa
con bandiere fuori dalle macchine all'uscita dello stadio
e mi diverte il piacere di una sigaretta per il gusto del tabacco.

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Zone depresse


Le Domeniche pomeriggio
d'estate,
zone depresse.
Donne sotto i pergolati a chiacchierare e a ripararsi un po' dal sole,
uomini seduti fuori dai caffè.
Poi la fine un giorno arrivò per noi;
dammi un po' di vino con l'Idrolitina.
Problematiche, differenze di vita, zone depresse.
Dal barbiere al sabato per chiaccherare e a turno leggere il giornale.
Le ragazze in casa o fuori nei balconi;
mi regali ancora timide erezioni; guardavo di nascosto i saggi ginnici nel tuo collegio.
Deux pas en avant, deux pas en arrière,
à droite à gauche,
au contraire,
faire un tour sur soi meme. S'arreter.

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Un'altra vita


Certe notti per dormire mi metto a leggere,
e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.
Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene,
mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione.
Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca;
mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali.
Non servono tranquillanti o terapie
ci vuole un'altra vita.
Su divani, abbandonati a telecomandi in mano
storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono.
Sulle strade la terza linea del metrò che avanza,
e macchine parcheggiate in tripla fila,
e la sera ritorno con la noia e la stanchezza.
Non servono più eccitanti o ideologie
ci vuole un'altra vita.

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Mal d'Africa


Dopo pranzo si andava a riposare
cullati dalle zanzariere e dai rumori di cucina;
dalle finestre un po' socchiuse spiragli contro il soffitto,
e qualche cosa di astratto si impossessava di me.
Sentivo parlare piano per non disturbare,
ed era come un mal d'Africa, mal d'Africa.
Saturday night I'm a dreamer,
I can't live without you
on my own, lies a photograph,
please come back and stand by me.
Con le sedie seduti per la strada,
pantaloncini e canottiere, col caldo che faceva.
Da una finestra di ringhiera mio padre si pettinava;
I'odore di brillantina si impossessava di me.
Piacere di stare insieme solo per criticare
ed era come un mal d'Africa, mal d'Africa.

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La musica è stanca


In quest'epoca di bassa fedeltà e altissimo volume
il rumore allucinante delle radio non ci molla mai;
e quanti cantanti musicisti arrabbiati
che farebbero meglio a smettere di fumare.
Brutta produzione altissimo consumo,
la musica è stanca, non ce la fa più,
e quante cantanti di bella presenza
che starebbero meglio a fare compagnia.
Disco, disco. Telegatti.
(I'll never fall in love again.
Come with me
at the end of the rainbow).
Portami via da questo mondo assurdo
dalle illusioni e dai percorsi ereditari.
Portami dentro un alveare
o nei bachi da seta e via da questo popolo
e via dal mio vicino che attacca sempre il giradischi.
In quest'epoca di scarsa intelligenza ed alta involuzione
qualche scemo crede ancora che veniamo dalle scimmie
e il sole soltanto una palla di fuoco
e non si sono accorti che è una forma di una tappa di energia.
Adamo colse della frutta dall'albero della conoscenza
poi l'ultima mela cadde sulla testa
procurando un ematoma a Newton.

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Gente in progresso


Torneranno di nuovo le piogge riapriranno le scuole,
cadranno foglie lungo i viali,
e ancora un altro inverno,
che porterà la neve e un'altra primavera.
E tu che fai di sabato in questa città
dove c'è gente che lavora, per avere un mese all'anno di ferie.
E poi nel bene, nel male, è una questione sociale
coatti nella convivenza, affrontiamo il progresso coi nostri problemi di sesso.
Hare, Hare, Hare Krisna, Hare, Hare, Hare Krisna.
Torneremo di nuovo ai progetti riguardo al nostro futuro,
guardando annunci sui giornali,
girando per le agenzie,
e avremo nuovi amici,
vicini a nuovi amori.
E poi soli di sabato
in questa città dove c'è gente che lavora,
nelle fabbriche in negozi dietro a scrivanie.

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Campane tibetane


Suoni lunghi di campane tibetane a valle
svegliavano al mattino i falegnami del paese;
temporali estivi con lenzuola appese.
Nell'aria qualche cosa si fermò.
E le crociere sul Tirreno,
le gite lungo i fiumi,
con i castagni in fiore,
le rondini in primavera.
Intorno intorno ai campanili
dalle terrazze a mare,
e nei trimestri di scuola,
nei mobili stile impero: tornerò ritornerò.
Nei soggiorni tavolini in radica di noce
e canterani con i marmi dalle venature grigie,
le bronchiti coi vapori e il Vicks Vaporoub.
Nell'aria qualche cosa si fermò.
Le scampagnate alle cascine, dei circoli ricreativi,
partite nell'oratorio, attraversando la via Emilia,
marinavamo la scuola, correndo dietro alle farfalle,
entrando in punta di piedi,
letti di ottone a baldacchino: non scorderò.

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 La copertina di Orizzonti perduti

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