Giuni Russo

Amici

Nata a Palermo, Giuni Russo ha iniziato giovanissima a coltivare il canto e a studiare composizione, raffinando precocemente il suo grande talento naturale.

Dotata di una voce potente, duttile e di grandi possibilità espressive, Giusy Romeo (questo il suo nome anagrafico) ha iniziato il proprio itinerario professionale nel 1967 vincendo il Festival di Castrocaro.

Agli esordi prettamente "leggeri" seguirono, alcuni anni più tardi (nel 1975) un primo - oggi rarissimo, e assai ricercato dai collezionisti - album per la BASF intitolato Love is a woman.

Nel 1981, uno strepitoso "secondo debutto" con un album raffinatissimo intitolato Energie - ancora oggi, inspiegabilmente e colpevolmente, non disponibile in compact disc.

E poi il grande successo popolare con Un'estate al mare (1982).

Da Energie era intanto iniziato per Giuni Russo un cammino di studio e di ricerca verso una musica meno convenzionale e vocalmente sempre più impegnativa.

Le successive incisioni - Vox (1983), Mediterranea (1984), Giuni (1986) e Album (1987) - rivelano un'artista in continuo divenire, capace di fondere la cantabilità dei suoi numerosi hit ("Good good bye", "Sere d'agosto", "Limonata cha cha", "Mediterranea", "Alghero", "Adrenalina") con uno sperimentalismo vocale e strumentale del tutto anomalo nel panorama della nostra musica "leggera".

Una nuova svolta, originale e sorprendente, arriva nel 1988 con l'album A casa di Ida Rubinstein, nel quale Giuni Russo esegue, con piglio sperimentale, arie e romanze liriche di Bellini, Donizetti e Verdi, confermando la propria naturale vocazione alle contaminazioni musicali d'avanguardia.

Negli anni seguenti l'artista sperimenta altre sonorità ed esplora altri territori: dalla world music arabeggiante di Amala (1992) al cabaret petroliniano di Se fossi più simpatica sarei meno antipatica (1994).

Di seguito, Giuni amplia ulteriormente la propria gamma di esperienze, collabora con scrittori e poeti, studia antichi testi sacri, tiene numerosi concerti, compone nuove canzoni, canta versi di Borges a fianco di Giorgio Albertazzi nello spettacolo di musica e poesia contemporanea Verba Tango (1997), e pubblica i live Voce prigioniera (1998) e Signorina Romeo (2002).

Nel 2003, Giuni Russo partecipa al Festival di Sanremo con Morirò d'amore, il brano che intitola anche il suo nuovo album.


Morirò d'amore

Questo nuovo album di Giuni Russo prende appunto il titolo dal brano omonimo: una composizione da lei firmata insieme a Maria Antonietta Sisini e Vania Magelli, una sorta di romanza-lied in cui la voce straordinaria dell'interprete, gli originali arrangiamenti di Franco Battiato e Roberto Colombo e la produzione (dello stesso Battiato) danno forma a un'esperienza d'ascolto peculiare ed emozionante, e (felicemente) distante dalle consuetudini sanremesi.

Anche i tre brani successivi della tracklist del Cd sono frutto del lavoro d'insieme dello stesso team (al quale hanno contribuito Stefano Barzan per gli arrangiamenti degli archi, Roberto Cacciapaglia al pianoforte e Raffaele Stefani alle chitarre). E se Una rosa è una rosa riprende con deliziosa leggerezza l'intuizione di una frase di Gertrude Stein, e Amore intenso è - nelle parole di Giuni - "una meditazione sperimentata e cantata", Moro perché non moro è un episodio assolutamente atipico: una poesia di Santa Teresa d'Avila elaborata e musicata dalla coppia Russo/Sisini e trasformata, dall'arrangiamento e dalle sonorità industrial-techno inscenate da Battiato, in un potenziale hit da discoteca obliqua.

Del resto, nessuno potrebbe ragionevolmente attendersi da Giuni Russo un disco banalmente, blandamente "gradevole": la sua storia professionale si è svolta nel segno della riottosità alle convenzioni, della ricerca del nuovo armoniosamente rispettosa dell'antico, e - negli ultimi anni - all'insegna di una coraggioso itinerario musicale e spirituale, che l'ha spinta a dedicarsi ad un repertorio dalla forte impronta mistica e ad esplorare le modalità di canto di mondi lontanissimi dal nostro.

Ne sono dimostrazione gli altri brani inclusi in Morirò d'amore, parte dei quali sono ripresi da un recente album dal vivo (Signorina Romeo) diffuso in tirature limitate e già destinato a diventare un pezzo da collezione.

J'entends siffler le train (un vecchio successo di Richard Anthony) è un duetto con Franco Battiato, il musicista conterraneo con il quale Giuni ha condiviso momenti importanti della propria vicenda artistica.

La sua figura è una delle singolari "canzoni" che Giuni Russo e la sua coautrice (e produttrice) Maria Antonietta Sisini hanno elaborato traendo ispirazione da testi sacri e religiosi (qui la citazione è dall'opera poetica di San Giovanni Della Croce).

Un'anima tra le mani è un'originale rilettura di Un'anima pura di Don Marino Barreto Jr., in una versione pacata e riflessiva, quasi spassionata, lineare e composta, che rivela la limpida bellezza della linea melodica del brano.

Il carmelo di Echt è una composizione di Juri Camisasca ispirata alla vita e alla morte di Edith Stein (ebrea tedesca, monaca carmelitana deportata e morta ad Auschwitz), pervasa da una irreale serenità ma al tempo stesso segnata da una forte drammaticità.

Sakura ("Sotto il ciliegio") è un canto tradizionale giapponese, un inno alla creazione che si rinnova nel tempo della primavera, e l'asciutto accompagnamento musicale evidenza la purezza quasi disincarnata della voce dell'interprete.

Ciao amore (ciao) è la canzone con cui Luigi Tenco nel 1967 disse addio al mondo della musica leggera italiana: Giuni ne cambia sottilmente la melodia del ritornello, mentre l'atmosfera sonora sottolinea efficacemente il vero senso del testo.

Ispirata da un viaggio a Gerusalemme, La sposa è la celebrazione di un cambiamento di vita interiore e del raggiungimento di un nuovo appagamento attraverso la ricerca di Dio; risonanze mistiche echeggiano anche in Vieni (il cui testo riprende i versi di Jalal-Dim Rumi, mistico persiano), e nella lunga ed elettronica Io nulla.

Il sole di Austerlitz è la documentazione sonora del bis di uno dei numerosi concerti attraverso i quali Giuni Russo ha testardamente, tenacemente, fieramente continuato ad offrire il dono della propria voce al proprio pubblico: si tratta di una composizione di Franco Battiato e Alberto Radius originariamente pubblicata nel 1981 su uno strepitoso, raffinatissimo album intitolato Energie.

E nella conclusiva O vos omnes è la voce sola e prepotente protagonista, libera di dare la massima rilevanza alle parole di una quartina biblica tratta dalle Lamentazioni di Geremia.

Morirò d'amore è dunque un album sfaccettato e variegato, ricco di spunti e di curiosità: l'eccellente ritorno alla produzione discografica di un'artista caparbiamente impegnata a perseguire la qualità e l'intelligenza, di una voce che la musica italiana deve considerare un patrimonio da vantare e valorizzare.

DVD

Ad un anno dalla scomparsa di Giuni Russo, e in concomitanza con la ricorrenza della sua nascita, esce in tutt’Italia un prestigioso cofanetto in edizione limitata contenente un DVD che offre l’unica testimonianza video di uno dei suoi più coinvolgenti concerti, registrato il 10 settembre 1984 nell’ambito del "Mediterranea Tour".

Oltre ad emozionanti contenuti speciali, il cofanetto comprende la riedizione dell’album “A casa di Ida Rubinstein”, una delle sue opere più raffinate e trasversali, che segnala la forte vena anticipatrice di Giuni, impegnata in un filone di contaminazione fra musica classica e pop. Un fenomeno destinato ad esplodere soltanto dieci anni dopo.

Una straordinaria occasione per riascoltare, ma soprattutto rivedere e riaffermare l’immagine di un’artista già considerata tra le più grandi interpreti italiane del ‘900.
L’opera è curata da Maria Antonietta Sisini con la supervisione di Franco Battiato, per l’etichetta Nar International e distribuita da Edel.

Il 16 Novembre 2007 è uscito nei negozi il docufilm in dvd "La sua figura" per la regia di Franco Battiato e prodotto da Maria Antonietta Sisini.
Un ritratto artistico e umano inedito di Giuni Russo attraverso filmati d'archivio che vanno dagli esordi alle ultime apparizioni televisive, con la partecipazione dal vivo di artisti come Alice, Lene Lovich, The Mab e dell'attrice Piera degli Espositi.
Lieve ma intensa, Giuni si racconta intervistata da Paolo Piccioli.

Da Novembre 2008 Cercati in me, il nuovo entusiasmante cd di Giuni Russo che ancora ci riserva straordinarie sorprese.
11 brani, di cui 5 inediti, registrati sia in studio che in concerto, tracce completamente remixate ed un'affascinante minisuite dalle magiche atmosfere multietniche, per una Giuni che canta in latino, giapponese, arabo, profonda e leggera allo stesso tempo.

 www.giunirusso.it



 La copertina dell'ultimo album di Giuni Russo "Morirò d'amore"  Giuni Russo

La copertina del dvd