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Franco Battiato (L'Ottava)



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Gesualdo Bufalino
Una doppia tentazione ci coglie davanti alle sue opere: da un canto si avrebbe voglia di abbandonarsi a un giudizio ingenuo, scompagnato dai clamori che ci vengono della sua leggenda di musicista, cantante e poeta; dall’altra sentiamo di non poterla eludere, codesta leggenda, tanto necessariamente essa cospira a darci il ritratto intero dell’uomo. In altri termini la pittura di Battiato, qualora pretendessimo di canalizzarla in un comodo alveo di neoprimitivismo, dimenticando la ricchezza operativa e intellettuale che la sorregge, rischierebbe di apparirci l’hobby d’un artista episodico e dimezzato; mentre, viceversa, osservandola con tutti due gli occhi, della natura e della cultura, ne vedremo i colori sposarsi affettuosamente alle note, alle parole, alle meditazioni dell’autore e in quest’alleanza, per non dire connivenza, spiegarci la cifra inconfondibile di un’anima. Angelicità, pudore, tremore devoto di fronte al cangiante velo di Maya delle apparenze… tali sono le prime sigle critiche che vengono in mente e possono anche sommariamente servire…

 

 


 

Gabriele Mandel
Quando il Buddha disse ai suoi allievi:”Spiegatemi lo spirito della nostra fede” ognuno si sforzò di dare una risposta adeguata con le parole più ricercate e frasi tortuose e profonde. Ananda, in silenzio, gli mostrò un fiore. Come adeguarsi, in pittura, a questo gesto sublime? Come esprimere Dio se non con il grido del cuore, di là da ogni parola azione immagine dettate dalla mente? Così in pittura la rarefazione dell’arte porta forse molto lontani dai pesantumi barocchi ma molto vicini alle emozioni pure dell’anima…

 

 


 

Manlio Sgalambro
Il senso della bellezza torna a occupare un posto nella nostra vita. La bellezza chiama. Il nihilismo artistico in cui siamo vissuti è stato soprattutto un nihilismo pittorico. Per ciò che offriva agli occhi abbiamo avuto per lo più noia e indifferenza. “Tutti i quadri sono belli”: ‘et omnia bona sunt’. Come un dio stanco il testimone dell’arte visiva sbadigliava trovando tutto buono. Cercavamo a volte il bello ma trovavamo solo “abbellimento”. In realtà la visività oggi è in pericolo. Tutto è indirizzato agli occhi…

 

 


 

Francesco Messina
Dovevamo essere più o meno a metà degli anni Settanta quando Franco mi informò con entusiasmo di aver appena iniziato le lezioni di violino con Giusto Pio, e dovevano essere trascorse solo due settimane quando arrivò la seconda telefonata con cui mi informava invece che di lì a due giorni lo avrebbe suonato, improvvisando per una mezz’ora, in un qualche festival a Roma sul palco di Piazza Navona…